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RelazioniPsicologia critica

Dove abbiamo imparato tutto quello che sappiamo sulle relazioni?

di Dania (Dan) Piras·29 luglio 2026 6 min

Dove abbiamo imparato tutto quello che sappiamo sulle relazioni?

Questa è la domanda con cui apro ogni lezione, conferenza, gruppo di scambio, supervisione. È una domanda di *zooming out*, che ci permette di intrecciare la psicologia con le sue sorelle: sociologia, antropologia, filosofia.

Nel corso della mia formazione ho maturato sempre di più l'idea che qualsiasi nozione che ci venga insegnata debba innanzitutto essere passata al vaglio del dubbio. Comprendere le radici della teoria che scegliamo per lavorare con le persone è fondamentale per riconoscere quanto rischiamo di partecipare, inconsapevolmente, alla loro sofferenza.

L'argomento delle relazioni è centrale nel nostro lavoro perché lavoriamo con la complessità umana. Una complessità che fatichiamo a concepire nella sua varietà, nonostante la parola stessa ci inviti, con la sua etimologia (dal latino *cum-plexus*), ad abbracciare, tenere insieme, tessere insieme.

In terapia molte persone arrivano con l'ansia di dover collocare i propri sentimenti dentro categorie prestabilite: «È giusto amare più persone?», «Quanto affetto è troppo prima che diventi amore?». Queste domande rivelano il bisogno di stare al di qua o al di là di un confine rassicurante. E il nostro compito, come terapeutə, non è tracciare quel confine, ma insegnare ad abitare la soglia.

#amatonormatività#relazioni#psicologia critica

Dania (Dan)
Piras

Psicologə e consulente in sessuologia. Divulgazione, clinica e formazione su relazioni, sessualità, identità — con approccio affermativo e transfemminista intersezionale.

Iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia — n. 22141

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