
Dania (Dan) Piras
Psicologə · Consulente in sessuologia · Autrice · Docente · Divulgatrice
Mi occupo di persone e relazioni che abitano le soglie e i margini dei modelli dominanti di identità, corpo, desiderio e affettività. Prendo in prestito questi concetti da pensatrici come Michela Murgia e bell hooks per descrivere quegli spazi di attraversamento in cui le norme vengono interrogate, ridefinite e trasformate. Il mio lavoro accompagna chi desidera esplorare la propria sessualità, i propri orientamenti e le proprie configurazioni relazionali all'interno di uno spazio non giudicante, informato sulle esperienze queer, sulle non monogamie e sulle diverse forme di intimità.
Non considero la terapia come un processo di normalizzazione della persona, ma come uno spazio di esplorazione, consapevolezza e costruzione di strumenti. L'obiettivo non è portare chi ho davanti verso un modello prestabilito di vita, relazione o identità, ma aiutare a capire cosa è autentico e sostenibile per sé.
Ho una formazione accademica, un'iscrizione all'Albo degli Psicologi, anni di pratica clinica. Ma so anche che la mia expertise non viene solo da lì.
Sono una persona neurodivergente, transgender, non monogama, queer. Sono una persona che ha attraversato questi territori da un posizionamento incarnato, non solo che li ha studiati. E riconosco che questa esperienza, situata nel mio corpo e nella mia vita, è arricchente: mi permette di riconoscere, dentro la stanza clinica, quel Minority Stress che spesso è invisibilizzato dalle normatività che attraversano i nostri sistemi di potere.
Ma devo anche nominare i miei privilegi. Sono una persona bianca, della classe medio-borghese, che ha avuto accesso a risorse economiche, culturali, a uno spazio sociale che non tutti hanno. E questi privilegi cambiano completamente da dove parlo, quanto peso e potere hanno le mie parole.
«[…] il luogo da dove parlo, lo spazio di enunciazione non riguarda solo il mio posizionamento ma anche la posizione del mio corpo». — Borghi, 2020
Cito Borghi perché condivido il pensiero per cui la ricerca parte da un corpo, da un luogo specifico. Quando parliamo di te, di noi, della relazione che costruiamo nella stanza di terapia, non lo facciamo da nessun luogo neutro. Parto da qui: consapevole che la mia conoscenza è sempre parziale, sempre situata (Haraway, 1988), sempre attraversata dai miei punti ciechi. E quando aggiungo l'emozione, quando riconosco quello che sento nel lavorare con te, la scrittura non si maschera da scienza distaccata, ma si mostra per quello che è: una pratica politica, consapevole di sé.
L'approccio centrato sulla persona
C'è un'altra cosa: la persona è esperta di sé stessa. Come diceva Carl Rogers, tu conosci la tua vita, il tuo corpo, quello che ti muove. Io sono qui per ascoltare da quella posizione, quella di chi sa di non sapere. La mia expertise è nel fare spazio perché la tua emerga.
In una pratica clinica affermativa, questo riconoscimento è la base per un lavoro esplorativo non giudicante che restituisca ri-conoscimento di sé.
Affermativo
Riconosco e valorizzo la pluralità delle esperienze umane senza patologizzare identità, orientamenti, pratiche consensuali o forme relazionali non normative.
Sex-positive
Considero la sessualità come una dimensione complessa e legittima della persona. Lavoro su desiderio, consenso, comunicazione, piacere, corpo e vergogna.
Relazionale
Presto attenzione ai legami, ai pattern comunicativi, ai bisogni reciproci e ai sistemi di appartenenza in cui le persone sono immerse.
Orientato al consenso
Il consenso non è assenza di coercizione: è pratica continua di ascolto, negoziazione e cura reciproca.
Trauma-informed
Lavoro con consapevolezza dell'impatto delle esperienze di invalidazione, delle ferite relazionali e del minority stress. Non sono traumatologə: non tratto il trauma complesso o il PTSD come specializzazione.
Neurodivergent-friendly
Lo studio è accessibile a persone neurodivergenti già diagnosticate, con attenzione a comunicazione e ritmo del percorso. Non effettuo valutazione diagnostica né percorsi specialistici sulle neurodivergenze.
Transfemminista intersezionale
Uno sguardo che tiene conto di come genere, classe, razzializzazione, disabilità e altre dimensioni si intersecano nell'esperienza — dentro e fuori la stanza clinica.
Formazione
Percorso accademico e clinico in psicologia, sessuologia e studi critici.
- 01Laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche — Università degli Studi di Genova
- 02Laurea Magistrale in Psicologia Clinica — Università degli Studi di Bergamo (110 e lode)
- 03Master universitario di II livello in «Valutazione Multidimensionale Psicologica e Tecniche Orientate al Cambiamento» — Università degli Studi di Bergamo (2017–2018): titolo di Counselor
- 04Master in Sessuologia Clinica — Giunti Psychometrics
- 05Iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia — n. 22141 (dal 27/01/2020)
- 06Formazione continua in psicologia critica, studi di genere, teoria queer e postcoloniale
- 07Aggiornamento permanente in consulenza affermativa alle persone non monogame e alle sessualità plurali
Docenze
Formazione di psicologi/ə, sessuologi/ə e professionistə della salute mentale.

PESI · FCP — Formazione Continua in Psicologia
Docente Master Alta Formazione «Clinica dei nuovi legami amorosi e affettivi»
Giunti Psychometrics
Docente al Master di Sessuologia
Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica
Docente
Divulgazione
Costruire cultura psicologica accessibile è per me parte integrante del prendersi cura.

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Educazione sesso-affettiva sul territorio
Pubblicazioni
Libri e saggi su relazioni non monogame, sessualità e clinica queer-affirmative.


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Un poliamore così grande. Perché non c'è un solo modo di amare
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